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Italia regione Veneto, Il piano di risanamento va avanti grazie a nuovi investimenti , 25 marzo 2026

  • 28 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Si è svolto oggi, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), un articolato incontro di monitoraggio dedicato allo stato di avanzamento del piano di risanamento dell’azienda Berco, storica realtà metalmeccanica con sede principale a Copparo (Ferrara) e un organico complessivo che sfiora il migliaio di lavoratori. La riunione, convocata per fare il punto sull’attuazione delle misure previste dal piano industriale e sulle ricadute occupazionali nei territori coinvolti, ha visto la partecipazione dei vertici aziendali, dei rappresentanti delle Regioni Veneto ed Emilia-Romagna, di Confindustria, oltre che delle organizzazioni sindacali confederali CGIL, CISL e UIL e delle categorie di settore Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil.

L’assessore regionale allo Sviluppo Economico e al Lavoro, Massimo Bitonci, ha evidenziato come, nonostante le difficoltà affrontate dall’azienda nel corso della crisi esplosa a fine 2024, il percorso di rilancio avviato nel 2025 stia procedendo in modo complessivamente positivo. Berco, specializzata nella produzione di sistemi sottocarro per macchine movimento terra, ha infatti avviato un processo di riorganizzazione che, pur comportando una riduzione del personale, sta consentendo di consolidare la competitività del gruppo e di rilanciare le attività produttive.

Uno dei punti centrali del piano riguarda la chiusura dello stabilimento di Castelfranco Veneto (Treviso), prevista dal progetto industriale ma non ancora completamente attuata. Nel sito sono tuttora presenti 35 lavoratori, che secondo quanto emerso usciranno dall’azienda entro il mese di luglio oppure verranno ricollocati nel polo produttivo di Copparo. Bitonci ha ricordato che la dismissione dell’impianto veneto è stata accompagnata da un percorso condiviso con le parti sociali, che ha previsto strumenti di tutela quali incentivi all’esodo volontario e misure per favorire il ricollocamento occupazionale sul territorio, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto sociale della riorganizzazione.

Parallelamente, il sito principale di Copparo, dove già oggi operano circa un centinaio di lavoratori provenienti dal Polesine e dove l’organico complessivo a regime raggiungerà le 930 unità, è interessato da un importante processo di ristrutturazione e potenziamento. Il rilancio è sostenuto da un investimento di circa 12 milioni di euro, destinato all’ammodernamento degli impianti e all’ottimizzazione delle linee produttive. I primi risultati appaiono incoraggianti: la produzione registra infatti un incremento del 15%, segnale che il percorso intrapreso sta iniziando a dare i suoi frutti.

 

 

Grazie della vostra attenzione.

 

 


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