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Parlamento Ticino Svizzera, Diritto all’integrità digitale, 11 marzo 2026

  • 19 mar
  • Tempo di lettura: 1 min


Il Consiglio di Stato ha pubblicato il Messaggio n. 8660 dell’11 marzo 2026, dedicato all’iniziativa parlamentare IE739, presentata il 21 giugno 2023 dal deputato Matteo Quadranti (PLR), che propone di introdurre nella Costituzione ticinese un nuovo articolo 8a sul diritto all’integrità digitale.

L’iniziativa definisce l’integrità digitale come insieme di diritti quali protezione dei dati, sicurezza nello spazio digitale, diritto alla vita off‑line e diritto all’oblio, oltre a limiti al trattamento dei dati all’estero e alla promozione dell’inclusione digitale.

Il messaggio analizza la situazione in Svizzera: a livello federale, un’iniziativa simile (n. 22.479) è stata respinta dal Consiglio nazionale, che ha giudicato superfluo un nuovo diritto fondamentale. Diversi Cantoni hanno affrontato il tema: Ginevra ha introdotto l’articolo 21A nel 2023; Neuchâtel ha approvato l’articolo 10a con il 91,5% dei voti nel 2024; il Vallese ha respinto la revisione costituzionale nel marzo 2024; Zurigo ha bocciato sia l’iniziativa sia il controprogetto il 30 novembre 2025 (rispettivamente 74,6% NO e 55,6% NO). Zugo ha archiviato la proposta nel 2024, mentre Basilea Città, Giura e Lucerna stanno ancora discutendo testi alternativi o mozioni.

La dottrina risulta divisa: gli studi citati mostrano un equilibrio tra posizioni favorevoli e contrarie all’introduzione di un nuovo diritto fondamentale, con opinioni divergenti sulla natura stessa del cyberspazio e sulla necessità di norme specifiche.

Il Consiglio di Stato ticinese, alla luce del quadro federale e cantonale, esprime riserve sull’opportunità di inserire un nuovo diritto costituzionale, ritenendo più efficace intervenire tramite legislazione ordinaria e politiche pubbliche mirate.

Grazie della vostra attenzione.


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