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Parlamento Ticino Svizzera, La sicurezza del personale socioeducativo nei CEM è garantita, 10 marzo 2026

  • 19 mar
  • Tempo di lettura: 1 min

L’interrogazione 31.26, presentata il 10 marzo 2026 da Giulia Petralli, torna sul tema della sicurezza nei Centri educativi per minorenni (CEM) dopo la risposta governativa all’interrogazione 106.25 del 5 giugno 2025. Il Consiglio di Stato aveva riconosciuto che gli episodi di violenza contro il personale socioeducativo sono probabilmente sottostimati, soprattutto nei servizi che lavorano quotidianamente con un’utenza fragile e con un aumento di casi psichiatrici.

Secondo diversi operatori, però, alcune misure indicate dal Governo risultano solo parzialmente applicabili ai CEM, dove la gestione di situazioni ad alta complessità educativa, relazionale e psichiatrica è quotidiana. L’interrogazione chiede quindi chiarimenti su protocolli specifici per prevenire e gestire aggressioni, modalità di segnalazione degli episodi, eventuali filtraggi a livello di direzione, tutela giuridica del personale e continuità del lavoro educativo dopo episodi violenti.

Petralli solleva inoltre questioni strutturali: l’adeguatezza dell’attuale modello dei CEM, che accoglie insieme minorenni in protezione e giovani con disturbi psichiatrici o comportamenti violenti; i criteri per autorizzare interventi educativi rafforzati (come il 1:1); la sufficienza dei rafforzamenti temporanei di personale; l’efficacia di strumenti come Face-à-Face; e la necessità di sviluppare strutture più specializzate, anche in collaborazione intercantonale o transfrontaliera.

Infine, l’interrogazione chiede se il Governo intenda potenziare supervisioni e supporto psicologico per prevenire burnout e turnover nelle équipe educative.

 

Grazie della vostra attenzione.

 


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