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Parlamento Ticino Svizzera, lupo nei centri abitati, tra informazione e responsabilità, 11 marzo 2026

  • 19 mar
  • Tempo di lettura: 1 min



L’interrogazione 48.26, presentata l’11 marzo 2026 da Alessio Ghisla e da 11 cofirmatari, chiede al Consiglio di Stato di rafforzare la gestione della presenza del lupo nei centri abitati, alla luce dell’aumento degli avvistamenti vicino a case e infrastrutture. La presenza del predatore è ormai stabile in Ticino, con branchi riproduttivi e una diffusione capillare sul territorio. Sul fronte agricolo, però, i risultati sono giudicati «insoddisfacenti»: nonostante misure di protezione e investimenti cantonali, la pressione sugli allevatori resta elevata. Lo testimonia anche la petizione del settore agricolo firmata da quasi 12'000 persone.

Il Piano d’azione cantonale PAC 2025 disciplina la convivenza con il lupo negli alpeggi, ma secondo gli interroganti non offre strumenti altrettanto chiari per i nuclei abitati, dove non è possibile installare recinzioni o utilizzare cani da protezione. Gli avvistamenti vicino alle abitazioni, pur spesso classificati come “normali” secondo i criteri federali, aumentano la percezione di insicurezza, soprattutto nelle zone periferiche.

Gli autori sottolineano che, sebbene il rischio statistico di aggressioni resti basso, l’impatto di un singolo evento grave in un centro abitato sarebbe «altissimo» sul piano umano e istituzionale. Per questo chiedono al Governo criteri chiari su definizioni operative, soglie di intervento, tempi decisionali, comunicazione alla popolazione e responsabilità in caso di danni a persone. Domandano inoltre se il PAC verrà integrato con un protocollo specifico per i centri abitati e quale sarebbe il quadro giuridico in caso di lesioni a cittadini.

L’obiettivo dichiarato è prevenire qualsiasi evento grave: «prevenire non è allarmismo, è responsabilità istituzionale».

 

Grazie della vostra attenzione.

 


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