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Ticino Svizzera, Trattanda 7, Iniziative parlamentari presentate da Matteo Pronzini e cofirmatarie, 20 aprile 2026

  • 23 apr
  • Tempo di lettura: 2 min


Ticino Svizzera, Trattanda 7, Iniziative parlamentari presentate da Matteo Pronzini e cofirmatarie, 20 aprile 2026:

 

 

Il rapporto 8163 R del 30 marzo 2026 costituisce formalmente un controprogetto a due iniziative parlamentari del 2021, ma nella sostanza rappresenta il compromesso politico elaborato per rispondere all’iniziativa popolare “Per un salario minimo sociale”. Questa scelta procedurale permette di mantenere l’iniziativa popolare sospesa fino alla conclusione dei termini ricorsuali e referendari, evitando rischi giuridici e garantendo la stabilità dell’accordo raggiunto.

Il testo ripercorre la storia del salario minimo in Ticino, introdotto dopo l’approvazione popolare del 2015 e regolato dalla Legge sul salario minimo del 2019, che ha previsto un’applicazione graduale fino all’attuale soglia di 20–20.50 franchi orari. L’iniziativa popolare ritiene però insufficiente questo livello, giudicato inadeguato a garantire un tenore di vita dignitoso, e propone di ancorare il salario minimo ai parametri delle prestazioni complementari AVS/AI, impedendo al contempo che i contratti collettivi di lavoro possano fissare salari inferiori.

Il rapporto analizza quindi la giurisprudenza, richiamando in particolare la sentenza del Tribunale federale sul caso Neuchâtel, che ha confermato la competenza cantonale a introdurre salari minimi di natura sociale e il loro primato sui CCL con minimi inferiori. Vengono inoltre ricordate le decisioni relative ai ricorsi ticinesi, tutte favorevoli alla legittimità del salario minimo cantonale, e la mozione Ettlin, che a livello federale mira a rafforzare il primato dei CCL, suscitando però l’opposizione della quasi totalità dei Cantoni.

Il cuore del rapporto è il controprogetto, costruito su cinque principi condivisi. Il primo prevede un aumento del salario minimo legale fino a 21.75–22.25 franchi orari, con un’applicazione graduale dal 2027 al 2029 e indicizzazione dal 2030. Il secondo stabilisce che, nei controlli, vengano considerati tutti gli elementi salariali riconosciuti dall’AVS, escludendo però indennità legate a condizioni particolari di lavoro. Il terzo sancisce il primato del salario minimo legale su qualsiasi CCL con minimi inferiori. Il quarto introduce un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2029 per i soli CCL già in vigore al 1° gennaio 2026, evitando nuovi contratti elusivi. Il quinto prevede una deroga eccezionale e temporanea al salario minimo legale, possibile solo per CCL preesistenti, in presenza di comprovate perdite di posti di lavoro e con l’approvazione qualificata della commissione tripartita.

Il rapporto illustra poi le modifiche legislative necessarie per attuare il controprogetto e presenta dati sull’impatto del salario minimo, evidenziando che circa 23'000 lavoratori sarebbero interessati dall’aumento, in prevalenza frontalieri. Viene inoltre sottolineata la necessità di una strategia per rafforzare l’occupazione dei residenti, soprattutto nei settori dove la presenza di frontalieri è dominante.

In conclusione, la Commissione invita il Gran Consiglio ad approvare il controprogetto, mentre gli iniziativisti si impegnano a ritirare l’iniziativa popolare una volta consolidato l’esito parlamentare.


Le conclusioni del rapporto commissionale sono state approvate con 77 favoreli, 2 contrari, 3 astenuti, 2 non votanti. Sono stati votati diversi emendamenti, per maggiori informazioni consultare il sito.

 

Grazie della vostra attenzione.

 

 

 


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